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27 gennaio, in ricordo delle vittime del nazionalsocialismo, del fascismo, dell'Olocausto
“Finchè un giorno, il sogno della nostra spensierata giovinezza ebbe una drammatica svolta. Era iniziata la tragedia della persecuzione degli ebrei, e l’impietoso abbandono dell’umanità al nostro destino”.
Così si esprime Elisa Springer con Mario Bernardi raccontando la Shoah ai giovani nel libro L’ECO DEL SILENZIO.
Tutto quello che abbiamo, la storia fin qui, nella quale viviamo, ce la siamo creata, con le parole e con i silenzi, con le azioni e anche non facendo nulla. E’ una storia individuale, di comunità, collettiva, in cui gli elementi più positivi, preziosi e cari, quelle cose proprio importanti senza cui ci pare che non riusciremmo a vivere, non dobbiamo darli per scontati, ma far sì che possano durare e perché no, essere divisi con chi ci sta a cuore o chi ci pare possa averne bisogno.
Parlare della Shoah nella scuola, dei fatti e dei sentimenti che sono ad essa connessi, deve servire a ridarci e a confermare la nostra umanità perché, parafrasando Primo Levi, se siamo uomini, la nostra umanità è la dote più profonda che abbiamo e non dobbiamo mai permettere a qualcuno di denigrarla o privarci di essa.
Bianca Della Pietra